"D’Autres Formes " prosegue la sua esplorazione delle intersezioni tra arte e tecnologia e invita a evadere dalla realtà, a sperimentare, a provare emozioni, a lasciarsi incantare, a vagare con la mente e a lasciarsi sorprendere.
Installazioni (interattive), giochi sorprendenti, concerti, performance, mostre: tante forme diverse in cui venire a scoprire, lasciarsi sorprendere, ballare con la testa tanto quanto con i piedi, ridere — tra amici, in famiglia o da soli, per venti minuti o per tutto il pomeriggio.
"D’Autres Formes" è concepito come un percorso creativo completamente gratuito che affronta i cambiamenti tecnologici con curiosità e sensibilità, basato sui valori dell’inclusione, della condivisione senza pregiudizi e dell’apertura a tutti i tipi di pubblico.
Un festival in cui si crea senza saper programmare, in cui si gioca con le macchine invece di subirle, in cui si sogna ad occhi aperti… e in cui ognuno, a modo suo, supera i confini e sfiora altre forme di futuro.
Oltre i confini – mostra collettiva
Jingfang Hao e Lingjie Wang, David Bowen, Ugo Arsac, Arthur Chaumonnot, Marie Lienhard, Seumboy Vrainom, Robbie Cooper, Maude Guirault
Mostra, Installazione dedicata al gaming, Incontro con gli artisti
Da sabato 24/10 a domenica 01/11 2026 dalle 14:00 alle 17:30 – Inaugurazione venerdì 23/10 alle ore 18:00
"Nouvelles Formes" invade l'Hangar aux Manœuvres della Cittadella con una mostra dalle molteplici forme per invitarvi a superare i confini.
Sì, ma quali? Innanzitutto i confini geografici, con viaggi immersivi su un altro pianeta, nella stratosfera o sottoterra, in quei luoghi solitamente inaccessibili, misteriosi e ricchi di fantasie (o di apprensione, a scelta).
I confini tra artisti e pratiche del pubblico, poi, esplorando il mondo dei videogiochi ma non in qualità di giocatore, bensì solo come spettatore e persino, osiamo dirlo, come voyeur.
I confini ideologici, con il ribaltamento dei preconcetti, ovvero come anche la tecnologia più standardizzata, redditizia e chiusa possa essere dirottata verso uno scopo di evasione poetica che ci permetta di perderci o di abbandonarci ai nostri immaginari.
I confini dei formati delle opere, tra interattività, contemplazione, latenza, immediatezza, quadro appeso, stampa su carta, realtà virtuale, cemento, video, ricamo, legno, elementi vegetali, metallo, laser, audio in cuffia o suono ambientale.
Qui non c'è un percorso prestabilito, si passeggia seguendo i propri desideri, un po' come quando si naviga su Internet senza una meta precisa.
"Tele-present wind" di David Bowen – Installazione vegetale e robotica > Seguire le condizioni meteorologiche su Marte.
Logics of gold di Marie Lienhard – Video immersivo in realtà virtuale > Fuggire nella stratosfera.
Per gentile concessione dell’Espace Multimédia Gantner
In urbe di Ugo Arsac – Video immersivo in realtà virtuale. > Esplorare le gallerie sotterranee.
Per gentile concessione dell’Espace Multimédia Gantner
L’avete mai visto? di Seumboy Vrainom – IA decolonizzata in collage > Decolonizzare l’immaginario.
In prestito dal Frac Franche-Comté
Immersione di Robbie Cooper – Installazione video > Essere dietro lo schermo.
Parade di Maude Guirault – Installazione interattiva > Lasciarsi sedurre dalla seduzione.
Any% Glitchless di Arthur Chaumonnot – Serie di opere in acrilico su cemento > Fuggire il più velocemente possibile.
Echotopie di 3615 Señor – Installazioni sonore interattive > Creare atmosfere sonore.
In un universo in cui tutto si muove a un ritmo lento, di Jingfang Hao e Lingjie Wang – Murale digitale > Lasciarsi trasportare dalla lentezza.