illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune illustrazione: Un museo fuori dal comune

logo del Musée de France Un museo fuori dal comune Custode della biodiversità

Inaspettato in questo luogo fuori dal comune, il Museo di Besançon occupa un posto d’onore all’interno delle mura della Cittadella.
Dalle collezioni di storia naturale alle numerose specie viventi esposte, ecco una panoramica di questa struttura atipica dedicata alla comprensione della biodiversità animale e vegetale, nonché alla sua evoluzione.

Comprendere la biodiversità

Studio e diffusione delle conoscenze, conservazione delle collezioni, valorizzazione del patrimonio scientifico e naturale, conservazione delle specie e del loro habitat, educazione, ricerca, benessere degli animali… le missioni del Museo di Besançon sono a dir poco numerose e diversificate! E a ragione, poiché si articola attorno a due poli complementari che vi permetteranno di comprendere meglio la biodiversità, la sua ricchezza e la sua fragilità:

  • le sue collezioni di storia naturale che contano oltre un milione di reperti, tra cui un eccezionale patrimonio di esemplari imbalsamati, ne fanno una preziosa testimonianza e una chiave di lettura dell’evoluzione del mondo vivente. È inoltre riconosciuto come «Musée de France» per l’interesse del suo patrimonio scientifico e naturale,
  • suo parco zoologico, rinomato per il suo impegno in progetti di conservazione di specie locali, come i gamberi d'acqua dolce, o internazionali, come i lemuri, realizzati in collaborazione con professionisti e scienziati specializzati nella salvaguardia della fauna. Le sue competenze zootecniche in materia di allevamento e riproduzione di specie rare e minacciate sono riconosciute a livello internazionale.


La mia visita in sei tappe

1 Il Naturalium

Iniziate la vostra visita con il Naturalium, per scoprire la ricchezza della biodiversità sia locale che internazionale, la sua evoluzione, le minacce che gravano sugli habitat e sulle specie, nonché le azioni volte a preservarli.

2 L'Acquario

Venite a immergervi nell’insospettabile mondo delle acque dolci con l’Aquarium. Immergetevi nel fiume Doubs per scoprire il suo ricco ecosistema, a partire dalla sua flora e dalla sua complessa fauna, che spazia dai molluschi al siluro. Scoprite con occhi nuovi gli ambienti acquatici d’acqua dolce, la loro biodiversità e le sfide legate alla loro conservazione.

3 L'Insectarium

Proseguite la vostra visita all’ Insectarium, dove vi aspettano oltre 60 specie provenienti da ogni parte del mondo: insetti (scarafaggi, locuste, bastoni, mantidi e api), aracnidi (scorpioni, tarantole, ecc.), anfibi (come i dendrobati e le mantelle) e molti altri.

4 Il Noctarium

La visita prosegue con il Noctarium, un luogo unico in Europa per conoscere meglio i piccoli animali delle nostre regioni. Grazie all’inversione del ciclo giorno-notte, potrete osservare in pieno giorno la vita notturna di decine di piccoli mammiferi e anfibi locali.

5 Il giardino zoologico

Partite poi alla scoperta di tutti i continenti con il Giardino zoologico, per osservare specie rare di primati, uccelli e mammiferi, alcune delle quali sono inserite nella Lista Rossa dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) e minacciate di estinzione.

6 La Petite Ferme

La vostra visita si conclude con la Petite Ferme, dove potrete passeggiare tranquillamente tra capre nane, porcellini d’India, conigli, faraone e galline.

La collezione archeologica del Museo

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La collezione archeologica del Museo

La collezione archeologica testimonia la storia del Museo.

Riscoperto di recente grazie a un nuovo inventario, il fondo archeologico si è rivelato di grande interesse scientifico e patrimoniale. Comprendente circa 1200 reperti, si è costituito prevalentemente nelXX secolo grazie agli scavi regionali, ma anche a seguito di ritrovamenti fortuiti da parte di appassionati, scienziati e docenti della Facoltà di Scienze di Besançon. Acquisito definitivamente nel 2020 dal Comune, questo fondo fa parte dei beni del Museo al pari delle collezioni di scienze naturali.

È stato effettuato un inventario esaustivo: ogni oggetto o reperto è stato studiato, digitalizzato e fotografato, parallelamente a un aggiornamento bibliografico. Le perizie sullo stato di conservazione hanno inoltre permesso di fare il punto sulle condizioni di conservazione nei depositi. Da questo studio è emersa una migliore conoscenza del fondo, in cui si è delineata una chiara rappresentazione dei periodi del Paleolitico, del Neolitico e dell’Età del Bronzo, rappresentati soprattutto da utensili in selce e da ceramiche.

Tra questo materiale archeologico sono stati riscoperti repertidi archeozoologia (lo studio dei resti animali in relazione alle società del passato) edi archeoantropologia (lo studio dei resti umani in contesto archeologico).

Nell’archeozoologia, l’orso delle caverne (Ursus spelaeus) è rappresentato da numerosi resti ossei presenti nelle collezioni del Museo. I reperti sono stati rinvenuti prevalentemente nelle grotte locali, luoghi prediletti dagli orsi per il letargo. Durante questo periodo cruciale, l’animale poteva perdere la vita se le provviste venissero a mancare. Durante la sua permanenza nella grotta, poteva incontrare l’uomo di Neanderthal o anche l’Homo sapiens, che in rare occasioni si dedicavano alla sua caccia.

In campo archeoantropologico, sono state rinvenute numerose sepolture. Le sepolture risalgono soprattutto all’inizio dell’età del bronzo, come confermano i reperti ceramici protoistorici rinvenuti nelle grotte. Contrariamente a quanto comunemente si crede, l’uomo non viveva nelle caverne, ma vi poteva soggiornare temporaneamente per ripararsi dalla pioggia e dal freddo, oppure per seppellirvi i propri defunti.

Questi esemplari della collezione conservati al Museo illustrano sia la diversità dei materiali sia la coerenza del fondo per quanto riguarda determinati gruppi tematici, come in questo caso l’occupazione umana e animale delle grotte locali, dal Paleolitico all’età del bronzo.

Gli spazi dedicati agli animali

Scoprite tutte le specie emblematiche presenti al Museo della Cittadella di Besançon.

Scoprite le specie simbolo presenti al Museo

Gli spazi dedicati agli animali
L'archeoantropologia al Museo

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L'archeoantropologia al Museo

La riscoperta di una collezione è spesso accompagnata da sorprese inaspettate. È così che sono stati portati alla luce oltre 300 reperti bioantropologici, ovvero ossa umane provenienti da sepolture archeologiche.

Questa disciplina, a metà strada tra la medicina legale e l’archeologia, è emersa con il nome di archeoantropologia alla fine degli anni ’80. Per la prima volta, le ossa umane vengono studiate di per sé e l’attenzione non è più concentrata solo sui bei reperti funerari o sull’architettura della tomba. Partendo da queste ossa, l’archeoantropologo è in grado di ricostruire lo status sociale dell’individuo, la sua cultura materiale e le sue credenze spirituali; in breve, l’immagine completa di una società scomparsa, accessibile solo attraverso le tracce che ha lasciato dietro di sé.

Al museo, lo scheletro più completo conservato nei depositi è quello di una donna, rinvenuto nella grotta di Saint-Romain nel Giura. È stata ritrovata sepolta, in posizione distesa (o decubito dorsale), accompagnata da ornamenti in osso. Questa sepoltura costituisce una rara testimonianza dei riti funerari tipici degli albori dell’età del bronzo nelle nostre regioni, ovvero 2000 anni prima della nostra era.

Questo tipo di collezione, definita “delicata”, non è destinata all’esposizione museale in quanto troppo fragile e frammentaria. Le ossa vengono inventariate e riposte in scatole di conservazione appositamente predisposte, al fine di rispettare al meglio i principi di rispetto, dignità e decenza propri di ogni individuo. Si tratta inoltre di preservare al meglio questo materiale genetico per studi futuri, in particolare per ottenere una datazione più precisa grazie al carbonio 14.

Le collezioni del Museo di Storia Naturale

Il Museo di Besançon figura tra i primi dieci musei nazionali per l’importanza delle sue collezioni, sia quelle esposte che quelle conservate nei depositi, che abbracciano numerose discipline delle scienze della vita e della Terra: zoologia, osteologia, paleontologia, geologia, botanica…

Scoprite le collezioni del Museo di Storia Naturale

Le collezioni del Museo di Storia Naturale